15 Nov
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
Natale si avvicina.
Quest’anno risparmia ai tuoi cari il solito regalo, il profumo, la cravatta o l’abbonamento alla solita rivista che prenderà polvere. Dona invece qualcosa di originale e che allo stesso tempo sia prezioso davvero per qualcuno.
“Regali per la vita” è il programma dell’UNICEF che ti permette di scegliere il tuo regalo tra una vasta gamma di articoli, tra vaccini, biscotti, zanzariere, etc.
Questi regali non sono solo “esempi di cosa potremmo fare con la tua donazione”: ogni vaccino, ogni bustina di sali reidratanti, ogni quaderno è realmente comprato dall’UNICEF, stoccato a Copenhagen e spedito nei paesi in cui operiamo.
In cambio riceverai un gadget che potrai donare ai tuoi amici.
http://www.regaliperlavita.it/
Dicono di noi
Un articolo da Repubblica.it:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/unicef-natale/unicef-natale/unicef-natale.html
Una bella galleria di immagini di Regali per la vita, sempre da Repubblica.it:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/unicef-regali/1.html
07 Nov
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
10 Oct
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
I volontari UNICEF in azione in oltre 1200 piazze!
Clicca qui per vedere l’album in progress:
http://www.flickr.com/photos/unicefitalia/sets/72157607794336699/
| www.flickr.com
|
Se eri in piazza il 4 e 5 ottobre e hai scattato fotografie, mandale a foto@unicef.it
Il 4 e il 5 ottobre l’UNICEF scende in piazza.
Sarà possibile portarsi a casa un’Orchidea, simbolo di una donazione che si trasforma in alimenti, vaccinazioni, vitamina A, zanzariere e altri strumenti essenziali per la sopravvivenza dei bambini.

Se vuoi sapere dove trovare la piazza più vicina a te, cercala via web:
E se hai un profilo su Facebook? Allora clicca qui.
Manda un SMS allo 48548. Dal 22 settembre al 12 ottobre donerai 2 Euro all’UNICEF.
Anche da telefono fisso.
Domenica è stato un workshop molto interessante, soprattutto per me, che ero il docente, e che ho avuto la fortuna di trovare un gruppo (quello del Master in Fundraising Management di ASVI) davvero attento e partecipativo.
Parlare in termini teorici di fundraising attraverso Internet, senza scendere in dettagli (e ostacoli) che poi ci si trova davanti quando si fa il fundraiser di professione, spesso rischia di rimanere un esercizio retorico e stucchevole.
Quindi ho aprezzato davvero la disponibilità di tutti a interagire grazie alle richieste specifiche, che hanno aiutato a redere la lezione coinvolgente (anche arricchendo il finale con le domande più dirette tipo “ma i banner funzionano ancora???”
.
Ringrazio tutti e tutte per l’attenzione e la partecipazione attiva, e mi scuso con la collega di MSF a cui ho “rubato” un’ora di docenza (prometto che la restituisco alla prossima!).
Per tutti gli studenti: ho già dato la disponibilità all’approfondimento richiesto, e inoltre il materiale della lezione lo renderò a breve disponibile sul mio wiki personale, sarà cura di ASVI comunicarvi indirizzo e codici di accesso.
A presto!
Link ad ASVI.
09 Jun
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
Nel Myanmar devastato dal ciclone Nargis, un milione di bambini nelle zone colpite dal disastro si ritrovano a vivere nella dura condizione di chi ha perduto tutto, spesso anche gli affetti più cari.
Per le tante migliaia di loro che sono ospiti di campi per sfollati l’UNICEF sta allestendo gli “Spazi a misura di bambino” (Child friendly spaces): ambienti protetti, sperimentati con successo in innumerevoli situazioni di crisi in tutto il mondo, in cui i più piccoli possono ritrovare un poco di serenità e cominciare ad elaborare i gravi traumi subiti grazie al gioco, al canto e alla ripresa delle attività didattiche.
Guarda il video:
14 May
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
Il ciclone ha provocato decine di migliaia di vittime e i dispersi sono così tanti che le proporzioni del disastro nell’ex-Birmania sembrano gigantesche.
Si stima che siano oltre un milione e mezzo le persone (per il 60% donne e bambini) colpite dagli effetti della catastrofe nelle cinque regioni costiere del paese (Irrawaddy, Yagon, Bago, Mon e Kayin).
Se vuoi aiutare i sopravvissuti, clicca qui:
http://www.unicef.it/
Ad essi l’UNICEF dedica in queste ore tutte le proprie energie.
Anche Google ha creato una pagina dedicata per le donazioni all’UNICEF USA, attraverso Google CheckOut (a quando in Italia?):
http://www.google.com/myanmarcyclone/
Guarda il percorso fatto dal ciclone che ha devastato il Myanmar, cliccando qui:
5 semplici regole da seguire quando si invia una newsletter via web:
1. Manda tante newsletter, spesso. Ma solo se hai tante cose da dire.
2. Se puoi, personalizza. I contenuti, non solo le intestazioni
3. Converti, se puoi. La call to action (dona!, sottoscrivi!, ma anche leggi!, dì la tua!) deve essere chiara, diretta. E la conversione deve avvenire con il minimo numero di click.
4. Sii chiaro, semplice. Usa un design lineare. Non tutti hanno tempo di leggere, e molti sono subbissati di email. Un buon modo per farsi riconoscere è proprio semplificare. Attento ai preview dei client di posta. Non tutti aprono tutte le email ricevute, meglio se i contenuti sono leggibili anche senza le immagini visualizzate.
5. Utilizza un sistema di tracciamento e analisi del comportamento del lettore: quante email sono state aperte? Quanti click per ogni link presente? Quante e-mail tornano indietro (e vanno dunque prima o poi cancellate)?
Iscrivetevi alla newsletter dell’UNICEF, vi terremo informati sulle tante attività dell’organizzazione. Troverete storie dal campo e dai progetti, interviste, rimando a video e a notizie di advocacy e di raccolta fondi:
http://www.unicef.it/web/newsletter/index.php/
Il primo numero lo trovate qui::
5×1000, acqua in Eritrea, Rania di Giordania, Impact Iraq!
Le campagne di molte organizzazioni sono partite.
Tutte le onp di Italia investono in comunicazione per raggiungere donatori e supporter, e promuovere la scelta di donare il 5 per mille dell’IRPEF alla propria causa.
E su Internet? Noi abbiamo fatto questo:
E per gli smemorati c’è la possibilità di inviarsi l’sms, con tutti i riferimenti al codice fiscale dell’UNICEF e acome compilare correttamente la dichirazione dei redditi:
http://www.unicef.it/cinquepermille
Quest’anno, pagare le tasse… è una festa!
Visto che di questi tempi aggiornare un blog come questo mi è diventato difficile per i mille impegni di ogni genere
, carico un post piccolo piccolo e per giunta senza sforzarmi di sembrare originale.
Vi presento il canale YouTube dell’UNICEF Italia, iscrivetevi, commentate e fate i complimenti all’UNICEF
http://it.youtube.com/unicefitalia
Questo video che segue è stato “in primo piano” (in home page di YouTube) tutta la settimana scorsa:
UNICEF - Lo spettro dell’arsenico sui pozzi del Bangladesh
Sono già 54 i video che la redazione web ha caricato, e centinaia di migliaia le views!
24 Nov
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
DON’T BE A PIG! Ci sono 850 milioni di persone che la sera vanno a dormire affamate ogni sera!
Con questi claim il WFP vuole sensibilizzare sulla fame nel mondo.
E sceglie YouTube per promuovere il tutto.
Crea un video per il concorso, e vinci un viaggio per due nei paesi in via di sviluppo.
Se ti servono video, li trovi qui:
http://www.wfp.org/video
Informati sulla fame nel mondo:
http://www.wfp.org/aboutwfp/facts/hunger_facts.asp
C’è tempo fino ad Agosto 2008 per partecipare al concorso.
E’ con molto piacere che vi annuncio, dopo intenso lavoro s’intende
, che è online www.regaliperlavita.it, nuovo sito web dell’UNICEF Italia che propone una forma di regalo “alternativo” per i nostri amici e parenti, per qualsiasi occasione e ricorrenza!
Non è un esempio di “cosa potremmo fare con la donazione dei nostrti sostenitori”. Ogni articolo “acquistato” è realmente stoccato presso la nostra Supply Division di Copenhagen.
L’UNICEF si impegna a dare massima informazione su dove sono stati distribuiti gli articoli acquistati. Proprio sul sito pubblicheremo periodicamente il numero degli articoli che sono stati distribuiti, in modo da rendere ancora più coinvolgente l’impegno del donatore.
Per saperne di più, riprendo di seguito alcune informazioni che abbiamo inserito sul sito stesso, ma per farsi davvero un’idea della bella opportunità di sostegno alla nostra organizzazione, non posso che dirvi di navigarlo a fondo.
As usual, commenti e critiche sono ben accetti!
Cosa è Regali per la vita?
Regali per la vita è un progetto dell’UNICEF che consente di sostituire il solito dono con qualcosa di veramente importante: un regalo per la vita!
Come funziona Regali per la vita?
Scegli il regalo che preferisci: puoi scegliere fra molti articoli che possono salvare la vita di un bambino, e riceverai una testimonianza sotto forma di un gadget, da consegnare a un amico o a un parente, in qualsiasi momento e per qualsiasi occasione.
Avvertimento ai fundraisers: non sottovalutate il fenomeno social network per fare personal fund raising.
Cos’hanno in comune MySpaces, Facebook, LinkedIn e molti altri network e communities online? Semplice, ognuno di essi può essere utile alla tua causa!
Di seguito 8 tips di Katia Andersen per usare per bene i social networks per raccogliere fondi:
1. Non avere paura di perdere un po’ il controllo. Del tuo messaggio, delle tue informazioni. Ci penseranno i tuoi supporters/fundraisers a comunicare le tue intenzioni ad amici e familiari.
2. Prima di tutto, setta i tuoi obiettivi: cosa vuoi raggiungere con il social networking? Raccogliere fondi, aumentare la tua base sostenitori?
3. Rendi i tuoi donaori capaci di fare marketing per te. Cerca persone con passione per la tua causa, contattale e motivale.
4. Chiedi ai tuoi più motivati supporter di creare un widget per la tua causa.
5. Attingi dai Social Networks: fai che una piccola percentuale dei tuoi supporter partecipi ai siti web come MySpace o Facebook, e che ti aiuti a costruire il profilo dell’organizzazione.
6. Attingi dalla blogosfera. Coinvolgi i blogger nella tua causa.
7. Le competizioni funzionano, e motivano i supporter.
8. I grantmakers stanno utilizzando sempre più i Social Networks.
Greenpeace ti offre l’opportunità di seguire sulla mappa il percorso delle balene verso quello che dovrebbe essere il loro paradiso: il Southern Ocean Whale Sanctuary.

Ma neanche questo luogo è un luogo di pace per loro. L’inseguimento dei pescatori delle flotte giapponesi continua anche laggiù.
La posizione delle balene è “ritardata” sulla mappa, per evitare proprio che i cacciatori possano individuarle.
Anche se il motivo ufficiale è quello della pesca a fini di ricerca scientifica, GP sostiene che in realtà la ragione sia solo commerciale e la ricerca sia solo una copertura.
Sul sito puoi anche proporre un nome da dare alle balene stesse, informati come fare: vai al sito di Greenpeace.
23 Oct
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
C’è un fundraising buono. E c’è un fundraising cattivo.
Il fundraising buono è quello che considera la relazione con il donatore
al centro della propria strategia.
Quello cattivo è quello che si “riduce” a una forma di marketing
| Fundraising cattivo | Fundraising buono |
| Una forma di marketing. | Una forma di relazione. |
| Qualcosa che si fa verso i donatori. | Qualcosa che si fa con i donatori. |
| Gli operatori orientati alla missione dell’organizzazione senza nessuna relazione con i donatori. Anzi spesso ostili verso i donatori stessi. Ne deriva un fundraising come disciplina esterna. |
La mission è importante. I donatori sono importanti. Il fundraising è parte integrante del lavoro. |
| Il fundraising dei “trucchetti”: le organizzazioni non condividono informazioni con i donatori, e si sforzano di attirare la loro attenzione con argomenti non in relazione con la propria mission. Presto questi “trucchi” rendono noioso il fundraising, che smette di funzionare. |
Lo sforzo principale dell’organizzazione è come condividere tanta ricchezza di informazioni senza risultare “incontenibile”? |
| Il fundraising serve per ri-acquisire continuamente i donatori. | Gli effetti del fundraising promuovono una relazione continua che diventa più profonda per ogni tipo di donatore. |
| Nel cattivo fundraising, le relazioni sono conseguenti, fuori tema, spesso evitate. |
Nel buon fundraising, la relazione non è tutto. E’ la sola cosa. |
Parola di donatore.
Ho trovato online, ed esattamente qui, questo spot, di Saatchi & Saatchi per NSPCC, una charity inglese che contrasta gli abusi e le violenze sui bambini.
Empower the powerless.
E qualcuno si chiede: se ci fosse stato un pulsante “Donate” proprio in basso a destra del monitor, non sarebbe stato addirittura meglio?
Aspettando YouTube for Nonprofits anche in Italia…
14 Oct
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
La domanda riformulata potrebbe essere questa: per una non profit è meglio gestire il search in house o affidarsi ad agenzie esterne?
Per i meno avvezzi al linguaggio del Web Marketing, faccio un passo indietro e ricordo che si intende per Search Engine Marketing l’insieme delle strategie che ci consentono di creare traffico mirato verso il nostro sito web, attraverso l’advertising a pagamento e il posizionamento nei risultati “naturali” sui motori di ricerca.
Alcuni di quanti lavorano nel fundraising delle non profit italiane, hanno scoperto il search advertising in questi anni grazie anche al Google Grant che ha permesso loro di portare traffico verso le proprie attività senza spendere un soldo.
Tante sono infatti le NP che hanno applicato per beneficiare del servizio e molte di esse sono state considerate elegibili per Google, cominciando a pubblicare i propri annunci a pagamento sul motore più utilizzato, per dare risalto ed evidenza delle proprie attività di raccolta fondi.
In un altro post sarei contento di chiedere se i risultati sono stati evidenti, soddisfacenti e facili da raggiungere o meno da parte di chi ha utilizzato questo eccezionale strumento.
Per ora mi accontento di ricordare che ci sono due modi di approcciarsi e gestire il search: dando il cacciavite in mano al proprio staff oppure grazie alla consulenza esterna di professionisti o web agencies.
E torniamo dunque alla domanda iniziale: per una non profit è meglio gestire il search in house o affidarsi ad agenzie esterne?
In questi anni ho implementato le campagne sui motori per Save the Children prima e per UNICEF adesso (che naturalmente si era già ben mosso in tal senso prima) attraverso Google Grant, e mi sento di dire che, se è vero che l’impegno richiesto per una campagna non è spot né si esaurisce nel lancio della stessa, le non profit più grandi avrebbero un beneficio non da poco a rafforzare le competenze interne in tale ambito, laddove le strutture lo consentano, in quanto il search costituisce da tempo la killer application del web marketing (finché non sarà soppiantata da altre, ça va sans dire).
Senza contare che questo tipo di attività può risultare esaltante e fortemente motivante per un marketer non profit, in quanto facilmente misurabile e di immediata evidenza nei risultati.
Per le non profit di medie e piccole dimensioni, quando interessate al search, sappiamo che spesso sia impossibile mobilitare permanentemente risorse per sfruttare questo strumento.
Ma potrebbe essere utile e “redditizio” per tutte, grandi e piccole, avvalersi di professionisti seri e “certificati” per sfruttare al meglio le campagne sui motori di ricerca che comprendono: un’analisi del “mercato”, la scelta delle keywords, la definizione del ritorno dell’investimento (non sempre ci sono grants…), il refining/adjustment in corso d’opera e infine l’analisi dei risultati e la valutazione del ROI raggiunto.
Personalmente, mi piace gestire internamente lo strumento, anche per disporre del controllo immediato nel caso di lanci di campagne velocemente e “aggiustamenti rapidi” ma non disdegno di utilizzare competenze esterne, cercando però di fare acquisizione di capacità e rafforzamento delle risorse interne.
E il Search Engine Optimisation? Al prossimo post…
Ovvero dolcetto o scherzetto online: che Internet fosse un canale efficace di fundraising lo sapevamo (quasi) tutti, e che i miei colleghi americani fossero tanto bravi a sfruttarlo appieno me ne ero accorto da tempo.
Non sorprende quindi se l’occasione della festa di Halloween, che cade fra qualche settimana, diventa uno straordinario momento di mobilitazione di giovani fundraiser per UNICEF USA, attraverso il web, e, vista l’età dei ragazzi e delle ragazze attivati per raccogliere fondi, attraverso i videogiochi.
Ecco MS. Kitty che gira per la città raccogliendo fondi…

Per giocare, clicca qui.
Ma non è tutto.
Chi vuole può attivare, in soli tre step, una pagina personale sul sito di UNICEF e cominciare da subito a raccogliere fondi in occasione di Halloween, coinvolgendo la scuola dei propri figli, mettere il link alla richiesta di donazione sul proprio blog, sui profili del social network preferito e così via, e vedere crescere l’ammontare delle donazioni “in diretta”.
Finita la raccolta fondi, si può celebrare il successo della propria iniziativa in perfetto america style, comunicando a tutti gli amici la cifra raccolta.
Dimenticavo, sono sufficienti 13 anni per iscriversi al programma.
13 Oct
Posted by Raffaele Coruzzi as News, Web Marketing
Giorni fa a Roma ho partecipato a un incontro presso il WWF, promosso da alcuni colleghi e professionisti della comunicazione sul web, avente per tema il web 2.0 come strumento di condivisione e promozione delle informazioni e delle attività delle organizzazioni non governative.
Presenti vari esperti e operatori del terzo settore tra cui Paolo di Terres des Hommes, tra gli organizzatori dell’incontro, che si muove nel web 2.0 da tempo.
Quando mi è stata data la parola, per misurare il grado di sfruttamento di Internet come canale di comunicazione, ma anche di fundraising, ho proposto di indagare un indicatore, l’utilizzo degli RSS, interessante per valutare quanto al passo con i tempi siano le non profit italiane: il famigerato pulsante degli RSS, che sta per RDF Site Summary ed anche Really Simple Syndication, ma anche per, come molti ironizzano, Ready for Some Stories, è presente in pochissime home page delle onlus.
Ma cosa ce ne facciamo degli RSS?
Intanto, se non sappiamo cosa sono, incominciamo a conoscerli, e a tal proposito mi sono ricordato di un video, che avevo scoperto grazie al blog di Simone Carletti, che spiega in modo semplice cosa sono gli RSS:
www.flickr.com
|