20 Jun
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
Il Governo Britannico vuole che i provider UK **volontariamente** adottino software, e lo facciano entro la fine del 2007, che filtrino automaticamente i conenuti pedopornografici.
Questi filtri sono in grado di bloccare il materiale che accidentalmente si può incontrare in rete ma quasi nulla possono se immagini o video pedoporno sono veicolati tramite p2p, email, IM, connessioni protette e criptate e così via, e sono del tutto inefficaci nel contrastare i tentativi di adedscamento.
Gli ISP naturalmente sono diffidenti. L’aggiornamento software costerebbe milioni.
Il sottosegretario agli Interni, Vernon Coaker, in Maggio ha dichiarato che il Governo vuole che tutti gli ISP in UK, grandi e piccoli che siano, abbiano entro il 2007 una qualche protezione per la navigazione degli utenti ai quali forniscono la connessione.
In termini di protezione dei minori in Internet, la situazione in Inghilterra è fluida, e molto più dinamica che in ogni altro paese europeo.
La Hotline Internet Watch Foundation (IWF) (ne ho già parlato altre volte in questo blog), che ha il mandato di contrastare il materiale pedopornografico in UK, grazie alle segnalazioni ricevute dagli utenti Internet - in Italia il compito è affidato a Stop-It.org, la Hotline di Save the Children Italia -, sostiene che grandi risultati sono stati raggiunti combattere la presenza del materiale pedopornografico “locato” su server britannici. Infatti, solo lo 0,4% delle segnalazioni ricevute da IWF riguarda materiale relativo ad abusi sessuali su bambini residente in UK, contro il 18% del 1997.
Ovviamente il problema più grande è come contrastare il materiale ospitato su server lontani dall’area di influenza della UE, dove permane la maggioranza del contenuto criminale.
Per questo IWF ha compilato una lista di migliaia di URL di siti locati fuori dai confini britannici (in maggioranza russi e US), che possono essere bloccati dagli ISP inglesi.
Ma l’utilizzo di queste liste per i filtri software non è semplice, specie per motivi legali.
Per capirci, e sempilificando, non si può inibire completamente l’accesso (dalla Gran Bretagna) a un grande portale straniero che ospita contenuti illegali in una pagina aggiornata da un utente qualsiasi.
Insomma, la discussione continua…
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