La maggior parte di tutto il contenuto pedoporno presente sul web - immagini e video - si trova su server residenti in Russia e Stati Uniti. Questo non sorprende affatto, già in passato tutti gli indicatori, come quelli ricavati dalle segnalazioni e i rapporti ricevuti dalle hotline, davano questo risultato.
Non stupisce neppure il fatto che la Gran Bretagna abbia la palma d’oro della lotta più efficace al proliferare di materiale di abusi sessuali sui bambini online.

Peter Robbins, CEO di IWF (Internet Watch Foundation, hotline inglese per le segnalazioni di pedopornografia) afferma che il risultato è dovuto allo sforzo congiunto e coordinato dell’industria Internet in UK.
Gli ISP sanno che cos’è il materiale pedoporno e sanno che devono eliminarlo.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, una scusante può essere sempre la stessa, ovvero il gran numero di server presenti in tutto il paese che alza il valore assoluto di scoperte di materiale pedoporno. Ma non solo: le tecniche investigative americane tendono a “lasciare online” per lungo tempo i siti sospetti per tracciare tutti i “frequentatori”.
La polizia inglese inglese invece preferisce che il sito venga chiuso prima possibile e il lavoro di investigazione si basa sui file di log.

Robbins sostiene che in Russia manca un’autorità “centralizzata” per affrontare il problema, e a questo si aggiunge la mancanza di hotline per la segnalazione di materiale pedoporno online.

da Reuters UK