
A Save the Children abbiamo lanciato www.tiseiconnesso.it
Copio e incollo dall’executive summary:
il sito del Ministero delle Comunicazioni nasce in collaborazione con Save the Children Italia come frutto dell’interesse comune verso i giovani internauti.
Considerando l’ampio uso che i giovani fanno di internet e cellulari, il Ministero delle Comunicazioni, nell’ambito delle proprie politiche rivolte alla tutela dei minori, intende avvicinarsi alla quotidianità dei ragazzi con uno strumento pratico ed utile.

Queste pagine si rivolgono a tutti i ragazzi, agli adulti coinvolti nella loro tutela (genitori ed insegnanti) e a tutti quelli che desiderano esplorare le potenzialità delle nuove tecnologie in sicurezza evitando di incorrere in sgradevoli inconvenienti.
Il sito offre spunti di riflessione e informazioni necessarie ad una navigazione sicura, che non poggi solo sugli strumenti tecnici per proteggere i computer, ma anche e soprattutto sulla consapevolezza di chi usa le nuove tecnologie rispetto alle proprie modalità e motivazioni di utilizzo.
Save the Children Italia ha curato tutti i contenuti del sito in base al suo impegno e alla sua esperienza pluriennale sul campo con i ragazzi in materia di minori e nuove tecnologie.

In UK il Ceop, ha già messo online www.thinkuknow.co.uk
Vi rimando a questo video, senza commenti.
25 Aug
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
La storia è questa: uno spot radiofonico del Home Office pubblicizza un sito web, iniziativa del CEOP, diretto ai bambini e agli adolescenti inglesi, dove trovare risorse su come difendersi dai pericoli della rete e derivanti dall’uso scorretto di telefonini.
Per un banale problema di mispelling il sito web www.thinkuknow.co.uk (slang che sta per “Think You Know”) può essere digitato sulla barra del browser come www.thinkyouknow.co.uk, e questa piccola differenza di due lettere fa sì che al posto dell’iniziativa di cui sopra si trovi un sito ricco di link anche a siti pornografici.
L’Home Office si scusa.
L’Advertising Standards Authority (ASA) ha bloccato lo spot, dopo molte lamentele ricevute, con la motivazione che rimanda appunto a siti porno.
La URL corretta è dunque www.thinkuknow.co.uk (in inglese).
25 Aug
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
Lo rende noto Microsoft, che grazie alla collaborazione con il Exploitation and Online Protection Centre (CEOP), inserirà nel proprio software di messaggistica immediata MSN Messenger la possibilità di segnalare la presenza di sospetti pedofili.
L’icona riporterà la scritta “report abuse”.
Gli utenti potranno quindi segnalare l’abuso in corso (che subiscono o di cui sono testimoni).
Il CEOP dichiara che le segnalazioni saranno girate alle Forze dell’Ordine in tutto il mondo per individuare i pedofili.
Sembra che attraverso l’icona di segnalazione verrà mostrato il modo migliore di inviare automaticamente una “istantanea” della conversazione in chat, e non perdere indizi preziosi per l’indagine.
La segnalazione NON sarà anonima, e questo per evitare segnalazioni fasulle, fuorvianti, e diffamatorie e scherzi.
Questo aspetto potrebbe “frenare” gli utenti, specie se bambini, che già fanno molta fatica a segnalare online eventuali abusi.
04 Jul
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
Educazione per proteggere i bambini che socializzano su siti web come MySpace, MSN, Bebo, Friendster, Facebook, Orkut e altri, dalle “attenzioni” di adulti male intenzionati.
Succede in Inghilterra, dove il Child Exploitation and Online Protection Centre (CEOP) lancia una serie di workshop per genitori, bambini e insegnanti.
Qualche tempo fa, avevo scritto di un sondaggio che rivelava che molti insegnanti inglesi non avrebbero saputo come comportarsi nel caso di abusi sui bambini attraverso Internet.
Il CEOP ha reso noto che almeno un bambino su 12 ha incontrato dal vero qualcuno conosciuto online.
Jim Gamble, come chief executive, ha dichiarato che il CEOP vuole che i bambini e i ragazzi siano responsabilizzati nell’utilizzo di queste communities in Internet: “non condividere online informazioni che non condivideresti offline, e non incontrare nessuno conosciuto online.” E ha aggiunto che i ragazzi saranno ascoltati per capire come intendono loro stessi frequentare le web communities in sicurezza.
A proposito d pagine con profili personali “a rischio”, ho già scritto qui.
Per leggere la pagina di MySpace dedicata ai consigli per i ragazzi (e per i genitori), qui (in inglese).
11 May
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
Una ricerca condotta dal provider BT rivela che il 70% degli insegnanti intervistati non ha saputo indicare dove si sarebbero rivolti in caso di sospetto abuso via Internet a danno di un bambino, o anche solo se lo stesso abbia avuto accesso a materiale pornografico.La ricerca è stata condotta in collaborazione con il Child Exploitation and Online Protection Centre (CEOP), del quale ho già parlato, e la hotline inglese Internet Watch Foundation (IWF), la Internet Content Rating Association (ICRA), Get Safe Online, Stop It Now!, e Yahoo!.
Nel rapporto si evidenzia che i bambini tendono sempre più a cliccare su “inappropriate material” che è per adulti, violento o incoraggia attività illegali.
Dei 63,4 milioni di utenti unici che hanno visualizzato siti web per adulti nel Dicembre 2005, il gruppo di età più grande è stato quello composto da ragazzi fra i 12 e i 17 anni.
Nel rapporto si parla anche del gap che vi è fra i navigatori più giovani e i genitori e gli insegnanti, che spesso non utilizzano e non conoscono Internet, e non sanno come approcciarsi alla questione della sicurezza del bambino in rete..
Jim Gamble, CEO del CEOP, aggiunge: “Attraverso l’educazione dei giovanissimi a come essere sicuri online possiamo rafforzarli per gestire i rischi e fare di internet un posto sicuro. Facendo così possiamo rendere Internet un posto ostile per gli abusanti che cercano di sfruttare sessualmente i bambini online e nel mondo reale.”
Per scaricare il rapporto completo in pdf (4,1MB), clicca qui.
02 May
Posted by Raffaele Coruzzi as Internet sicuro
2006 05 02
“Internet non è il Wild West”. Così dichiara Jim Gamble, 25 anni di polizia alle spalle, direttore del Child Exploitation and Online Protection Centre (CEOP), un nuovo Centro creato dal governo britannico che ha il compito di attivare iniziative per rendere sicuro il web per i bambini.
Gamble ha anche annunciato che saranno messi online siti “civetta” per incastrare potenziali abusanti di minori che utilizzano le nuove tecnologie per raggiungere le vittime. Inoltre il CEOP istruirà gruppi della Polizia nazionale per individuare quanti si muovono su Internet per adescare i bambini vittime. Questi agenti si fingeranno piccoli navigatori, con tecniche che già in Italia sono utilizzate dalla Polizia di Stato (in Italia, tra tutte le Forze dell’Ordine, solo la Polizia può agire in rete sotto copertura.).
Può quindi accadere che un potenziale abusante si trovi a fare “grooming” a un poliziotto.
Jim Gamble ha anche dichiarato che nuove tecniche di analisi del crimine saranno implementate e porteranno risultati nell’identificazione delle vittime, da sempre elemento critico di ogni indagine. Inoltre il CEOP presenterà iniziative volte a stroncare la rendita finanziaria derivata dal commercio di materiale pedopornografico.
Il Guardian ha pubblicato un articolo sul CEOP, qui, che ha intitolato Cybercop Crusade.
Un’altra iniziativa del CEOP, che dimostra la piega “aggressiva” che sta prendendo il contrasto alla pedopornografia, è la pressione esercitata affinché anche in Gran Bretagna - dopo gli Stati Uniti - vengano resi di pubblico dominio i dati che riguardano i condannati per violenza sui minori, con l’unica, sostanziale, variante, che la gogna sia riservata a quanti si sottraggono al controllo della legge.
Jim Gamble avverte i pedofili: “get help or get caught”.
Altro articolo da 24Dash.com, qui.
Il CEOP ha distribuito 50.000 guide multimediali ad altrettanti bambini su come proteggersi online, in collaborazione con Childnet (di cui ho già parlato in questo blog) e Microsoft.
www.flickr.com
|